martedì 10 gennaio 2017

Istigazione all’omertà fra cristiani?



ISTIGAZIONE ALL’OMERTÀ FRA CRISTIANI?
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            ■ Voi che cosa ne pensate del testo scritto su questa immagine? La parte superiore è stata eseguita da un anonimo (le sovraimpressioni sono mie); la parte inferiore l’ho aggiunta io.
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            ■ Tale atteggiamento non creerà degli «intoccabili» e, quindi, un certo «clero» e una certa classe di nuovi presunti «unti del Signore», secondo cui chi tocca loro, dovrà vedersela col Dio stesso?
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            ■ Che bisognerà fare allora verso «falsi cristi», «falsi profeti», «falsi maestri», «battitori liberi» e quanti altri usano i pulpiti e Internet per propagare falsi insegnamenti? Come bisognerà comportarsi verso coloro, che predicano bene e razzolano male, ma non ascoltano la riprensione della Parola? E che dire di cantautori e conferenzieri, che vivono nell’immoralità, ma organizzano incontri, convegni e concerti, seducendo così schiere di giovani e adulti?
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Per l’approfondimento si vedano i seguenti scritti sull’ «apologetica» o difesa della fede biblica:
Accuse di calunnia: Quando non si comprende l’apologetica biblica {Nicola Martella} (A)
Accuse di calunnia? Parliamone {Nicola Martella} (T)
Apologetica e giudizio {Nicola Martella} (T/A)
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venerdì 6 gennaio 2017

Speculatori apocalittici



SPECULATORI APOCALITTICI
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1.  ENTRIAMO IN TEMA: [→ Sul sito]
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2.  LE TESI: In gruppi su un social network, i quali io amministro insieme ad altri, mi è saltato all’occhio il seguente scritto.
     «Pubblicità della Ferrero in occasione dell’Epifania: i sacchetti recanti il numero 6 sono stati affiancati formando il satanico 666. Inoltre il termine greco epifania (ἐπιϕάνεια) significa “manifestazione”. Si tratta di un chiaro omaggio all’anticristo che dovrà manifestarsi alla fine dei tempi. Nel libro dell’Apocalisse si legge infatti: “Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, poiché è numero d’uomo; e il suo numero è 666” (Apocalisse 13,8).
     È proprio vero che “tutto il mondo giace nel maligno” (1 Giovanni 5,19). Ne abbiamo avuta l’ennesima inquietante conferma». {Gianluca Colucci; 02-01-2017; formattazione redazionale}
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In ogni modo, egli non è stato l’unico. «Ferrero: 666, quando Epifania fa rima con “Epic fail”. Ha lasciato perplessi in molti la campagna social per l’Epifania della Ferrero: i sacchetti recanti il numero 6 sono stati affiancati formando il satanico 666». {Luca Cirimbilla; 02-01-2017} Tralascio qui gli altri casi letti in Internet.
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3.  OSSERVAZIONIE OBIEZIONI
     La pubblicità in questione: Certo, la Ferrero poteva risparmiarsi la polemica, che ha creato affiancando sulla foto i tre sacchetti col «6». [...] Su tale pagina un delegato della Ferrero rispose, negando ogni intenzionalità nell’aver messo i tre sacchetti, così da formare di proposito il «666»; secondo loro si trattava solo di un’associazione mentale di alcuni lettori. A una lettrice fu risposto: «Stefania, su ogni sacchetto c’è un solo sei. Siamo lontanissimi da alcune interpretazioni date» (cfr. pure qui).
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            La sostituzione: [→ Sul sito]
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            I massimalisti: Ora, però, è proprio vero il proverbio tedesco, che recita: «Chi ha solo un martello in mano, vede tutto come chiodi». Ciò significa che chi vede complotti massonici e segni apocalittici dappertutto, li cercherà anche nella pubblicità della Ferrero in occasione dell’Epifania. Chi vede complotti occulti ovunque, proietterà presunti adempimenti apocalittici anche nella strategia di marketing di una industria di dolciumi. Si vede che per loro i «Ferrero Rocher» sono oramai diventati i «cioccolatini del diavolo».
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     Epifania: Il termine greco epifáneia, italianizzato in «epifania», intende sì «apparizione, manifestazione, rivelazione», ma nel NT e negli scritti dei teologi dei primi secoli intendeva la manifestazione visibile (epifanḗs) di Gesù Cristo. In particolare tale termine veniva usato per intendere la prima venuta del Messia in carne (la seconda venuta fu chiamata «parusia»). Perciò, l’incarnazione o nascita di Gesù veniva chiamata «Epifania del Signore». Tant’è che il termine greco epifáneia era il modo come in Egitto veniva chiamata la più antica festa per commemorare la nascita di Gesù (cfr. le chiese copte e ortodosse), che ricorreva il sei gennaio. In occidente essa fu anticipata al 25 dicembre, per creare un’alternativa a una festa pagana, e fu chiamata «Natale», intendendo la presunta «ricorrenza della nascita» di Gesù, quindi il suo «compleanno».
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     Congetture e realtà: Se ci si toglie le lenti speculative apocalittiche, ci si prenderà renderà conto che su tale pubblicità il «6» non è stato usato per mandare segnali cabalistici a non si sa chi, tanto da formare apposta il «666» e quindi da dare «un chiaro omaggio all’anticristo». Alla base c’è semplicemente un gioco di parole e di numeri. Infatti, «6» è semplicemente il giorno dell’Epifania; e «6» è usato nel linguaggio degli SMS, per intendere «(tu) sei». In tale pubblicità, usando il numero «6», hanno formato le locuzioni «6 troppo grande», «6 perfetto», «6 unico/a», «6 speciale», «6 la mia carica», «6 la mia passione», «6 spettacolare», «6 dolce», «6 brillante», «6 spumeggiante» e così via.
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            Complicare le cose semplici: [→ Sul sito]
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     Per gli speculatori è facile dare i numeri: Il fatto di metterci tre sacchetti, invece di due o quattro, è stato probabilmente solo una svista involontaria di coloro, che hanno ingenuamente sottovalutato la speculazione numerologica di alcuni lettori e clienti. Su altre pubblicità di tale promozione meno male che hanno affiancato solo due sacchetti dati in omaggio! Chissà che arcano ci caveranno gli speculatori apocalittici, magari associando il tutto alla famosa «Route 66». Su altre pubblicità ho visto uno solo sacchetto; che significato apocalittico avrà mai? E che vorranno dire «apocalitticamente» allora ben quattro sacchetti e le loro scritte «sibilline»? (p.es. «6 dolce» + «Inizia l’anno in bellezza»). Forse è un’allegoria delle «quattro creature viventi» dell’Apocalisse (Ap 4,6.8). Aspettiamo ancora una composizione di 24 sacchetti in memoria dei «24 anziani» dell’Apocalisse (Ap 4,4.10).
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4.  ASPETTI CONCLUSIVI: [...] Atei e persone ostili al cristianesimo si sono presi gioco non solo di tali massimalisti, ma della fede cristiana in sé. In pratica, dando la caccia a fantasmi inesistenti, cristiani affetti di una apocalittica patologica hanno dato spazio agli increduli, perché ridicolizzassero la fede biblica.
     Consiglio alla Ferrero di metterci, la prossima volta, da subito cinque sacchetti, per non dare spago agli speculatori apocalittici. Mi raccomando, che non ci siano riferimenti ai 144.000, perché potrebbero venire loro in mente singolari idee e ulteriori «conferme». Per favore, non producete nulla, che contenga il «sette» (angeli, stelle, sigilli, trombe e coppe): anche qui mettete o una cosa in più o una in meno! Infatti, potrebbero rovinarvi i dolci affari e lasciarvi con l’amaro in bocca!  
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L’ARTICOLO COMPLETO SI TROVA SUL SITO
     [→ CONTINUA LA LETTURA: http://puntoacroce.altervista.org/_Dot/A1-Specul_apoc_Esc.htm] Solo dopo aver letto l’intero scritto, voi che rispondereste nel merito alle questioni in esso contenute? {Nicola Martella}
     ATTENZIONE: Quanto scritto sulle bacheche o nei gruppi gestiti da Nicola Martella o inviato per e-mail, può diventare oggetto di un nuovo tema di discussione o un contributo sul sito «Fede controcorrente» e su altri associati a esso. ► Per ricevere e-mail di notifica sulle novità, ISCRIVITI ALLA MAILING LIST: https://groups.google.com/forum/#!forum/fede-controcorrente/join

lunedì 2 gennaio 2017

Polemica contro auguri e regali



POLEMICA CONTRO AUGURI E REGALI
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1.  LE TESI: Qualcuno ha pubblicato uno scritto in un gruppo di un social network, che gestisco. Lo uso come esempio di un atteggiamento massimalista, che nasce da un uso sbagliato dell’etimologia «augurio, augurare», dimenticando che l’uso attuale di tali termini è ben diverso dall’antichità. Infatti, oggigiorno «augurare» significa «auspicare o desiderare il bene altrui».
     Ecco quindi tale scritto: «L’usanza di fare gli auguri, i regali e una festa aveva nell’antichità lo scopo di proteggere dai demoni e di garantirne la sicurezza nel nuovo anno... Fino al IV secolo il cristianesimo respinse la celebrazione dei compleanni giudicandola un’usanza pagana» (Schwäbische Zeitung – supplemento Zeit und Welt – del 3-4 aprile 1981, p. 4). Sono perplesso e vedo molti gruppi, profili e pagine che si professano cristiani, farsi gli auguri di fine anno (pur essendo chiaramente una festa pagana). [...] {Liliana Oliverio nella pagina «Dio ti benedice»; 31-12-2016; formattazione redazionale}
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2.  OSSERVAZIONI E OBIEZIONI: [...]
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2.1. AUGURARE?: Quando si parla di «augurio» e di «augurare», alcuni vanno sempre e subito all’etimologia e all’uso di tali parole nell’antichità, cominciando una polemica sterile. Essi dimenticano che oggigiorno l’uso di tali termini è differente da allora. Si dimentica pure che molte parole, usate oggi, nel passato avevano un significato ambiguo (p.es. «casino», «fregare»). Usiamo quotidianamente i nomi dei giorni della settimana e dei mesi dell’anno, senza neppure badarci più che contengono molti nomi degli antichi dèi. [I giorni settimanali e gli dèi] Nell’astronomia le designazioni di pianeti, astri, galassie e altri corpi celesti provengono dalla mitologia pagana (dèi, eroi, zodiaco). I massimalisti, per coerenza, dovrebbero rinunciare a pronunciare tali nomi. Infatti, i legalisti, che ritengono di essere ancora sotto la legge mosaica, dovrebbero attenersi a questo esplicito comandamento: «Non pronuncerete il nome di dèi stranieri: non lo si oda uscire dalla vostra bocca» (Es 23,13; cfr. Os 2,17; Gr 5,7; Zc 13,2). Non bisogna dimenticare, però, che allora si trattava di un pronunciamento cultuale, per rendere loro il culto (Gs 23,7; Sal 16,4); oggigiorno sono solo designazioni e basta. I massimalisti, per rimanere «puri e duri», dovrebbero uscire dal mondo (cfr. 1 Cor 5,9s).
            ■ Oggigiorno, nessuno pensa agli antichi auspici pagani (divinazione tratta dall’osservazione di segni, come il volo degli uccelli), quando dice a qualcuno: «Mi auspico che stai bene (che verrai, ecc.)». «Abbiamo operato sotto gli auspici del sindaco» significa col suo patrocinio o favore. «Tale avvenimento fu per noi di buon auspicio», ossia un segno favorevole confermativo (cfr. 1 Re 20,33 «buon auspicio» o «buon augurio» = buon segno; cfr. anche la visione di Paolo relativa a un Macedone in At 16,9s; cfr. vv. 6s).
            ■ Similmente non so chi pensa agli «scongiuri» (= incantesimi; cfr. At 19,13), quando qualcuno afferma «Ti scongiuro di fare questo!» (cfr. Cc 2,7; 3,5; 5,8; 8,4; Mc 5,7). Leggiamo che il sommo sacerdote disse a Gesù: «Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio» (Mt 26,63). Paolo stesso scriveva: «Io vi scongiuro per il Signore che si legga questa lettera a tutti i fratelli» (1 Ts 5,27); così in altre circostanze (1 Tm 5,21; 2 Tm 4,1).
            ■ Anche l’ebraico possedeva verbi corrispondenti all’attuale termine «augurare»; anche il verbo «benedire» (barak) in certi modi verbali corrisponde al nostro «augurare la benedizione». Infatti leggiamo: «Egli [=Dio] darà ai suoi servi un altro nome, [16] in modo che chi si augurerà di essere benedetto nel paese, lo farà per il Dio di verità...» (Isaia 65,15s Rv, NR); i giusti furono qui invitati da Dio a festeggiare in vista delle cose nuove e benefiche, che Dio avrebbe fatto (v. 18) ed Egli stesso avrebbe festeggiato gioiosamente col suo popolo (v. 19). Chiaramente gli empi augurano il male (Sal 41,5; cfr. 38,12 NR; Gb 31,29 ND, Cei). I figli di Dio possono augurare il bene. Il verbo greco euloghéō «benedire» significa letteralmente «ben dire», ossia augurare il bene.
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2.2. È PROIBITO FESTEGGIARE E FARSI REGALI?: [→ Sul sito]
2.3. RISULTATI: [→ Sul sito]
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3.  ASPETTI CONCLUSIVI: Da quanto detto sopra possiamo trarre principi anche per il popolo del nuovo patto (Rm 15,4; 1 Cor 10,11).
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3.1. BUSSOLA PER COSE NON RIVELATE: Paolo, dopo aver indicato i comandamenti del Signore, che bisognava assolutamente seguire, aggiunse questo criterio per discernere nelle cose non espressamente comandate e praticare cose nobili: «Quanto al rimanente, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri» (Fil 4,8). Augurare a qualcuno del bene e la benedizione, riunirsi come famiglie e come assemblea, farsi doni e così via, rientra proprio nella pratica dell’amore, ossia nella ricerca del bene degli altri.
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3.2. SENSIBILITÀ DIFFERENTI RIGUARDO AI «GIORNI»: [→ Sul sito]
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3.3. RISULTATI: Perciò, smettiamola di fare polemiche sterili e inutili su cose del genere, che non edificano e in cui c’è libertà! Tutto ciò, che è lecito, può essere utile e può concorrere o all’edificazione o alla dipendenza (1 Cor 6,12; 10,23). Sta a noi decidere come fare le cose, o per la «carne» o per lo «Spirito» (cfr. Rm 8,4-9.13s; Gal 5,16s; 6,8).
            Che cosa avrebbe fatto Gesù a Capodanno oggi? Avrebbe glorificato il Padre suo, come fece in tutte le occasioni, che gli si presentavano. Noi possiamo glorificare Cristo, facendo le cose in modo differente dal mondo. «Fate ogni cosa senza mormorii e senza dispute, [15] perché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione storta e perversa, nella quale risplendete come astri nel mondo, [16] tenendo alta la parola di vita» (Fil 2,14ss).
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L’ARTICOLO COMPLETO SI TROVA SUL SITO
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giovedì 29 dicembre 2016

Fidarsi del proprio cuore?



FIDARSI DEL PROPRIO CUORE?
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1. La tesi sentimentale
     Tempo fa ho letto il seguente scritto di qualcuno, che rispecchia una tendenza diffusa, che riporto con alcune correzioni secondarie e con il grassetto: «Nella vita fidati sempre del tuo cuore, in qualunque situazione, in qualunque prospettiva tu ascoltalo e seguilo sempre e comunque. Solo lui è in grado di mostrarti la verità. Solo lui è nella condizione giusta per mostrarti la strada da seguire. Seguilo perché ti condurrà dove hai sempre desiderato andare, dove ti aspetta qualcuno di speciale, non dubitare mai!» {Raffy}
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2. Breve analisi
     Ciò che l’autore intende con «cuore» è vario: istinto, intuito, sentimento, intimo, coscienza e cose simili. Si attribuisce al proprio «cuore» una certa capacità di essere un «saggio interiore», come fosse un maestro di vita, una guida spirituale e morale.
     Di là dal romanticismo, espresso da tale autore, il proprio «cuore» può veramente fare cose del genere? Può esso dare discernimento, lumi, guida, ammaestramento e così via? Dubitiamo proprio di no.
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3. L’analisi biblica del cuore umano [→ Sul sito]
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4. La cura biblica per il cuore umano
     ■ La via biblica è quella del ravvedimento dalla malvagità del proprio cuore, per ottenere il perdono divino (cfr. At 8,22). Allora lo Spirito Santo creerà nel peccatore penitente la rigenerazione dell’essere. A quel punto, non sarà il proprio cuore a guidare il credente, ma il Signore con il Suo Spirito e la sua Parola. Coloro, che invece vorranno coltivare il loro «malvagio cuore incredulo», ritirandosi dal Dio vivente (Ebrei 3,12), saranno ingannati da se stessi e finiranno con un fiasco esistenziale.
     ■ Ecco la raccomandazione della sapienza: «Confidati nell’Eterno con tutto il cuore, e non t’appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie, ed Egli appianerà i tuoi sentieri. Non ti stimare saggio da te stesso; temi l’Eterno e ritirati dal male; questo sarà la salute del tuo corpo, e un refrigerio alle tue ossa» (Proverbi 3,5-8). Chi smette di fidarsi del proprio cuore e del proprio giudizio, ma si affida al Signore, oltre ai benefici spirituali, starà meglio anche fisicamente, acquistando salute!
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L’ARTICOLO COMPLETO SI TROVA SUL SITO
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