mercoledì 25 settembre 2013

Tatuaggi di cuore



TATUAGGI DI CUORE

Immaginatevi il figlio di un tatuatore professionale molto famoso nell’ambiente, che torna a casa e gli comunica così la sua conversione: «Papà, mi sono fatto fare un tatuaggio speciale. E questo sarà pure l’ultimo». Il padre arriccia la fronte e sbotta: «Chi mai può averti fatto un tatuaggio così speciale, visto che io ho vinto i migliori premi internazionali di tatuaggio?». Il figlio sorride e continua: «Dio mi ha tatuato il Signore Gesù Cristo là, dove tu non potresti mai farlo, ossia nel cuore! Lì rimarrà per sempre indelebile per la grazia di Dio». Il padre rimane sorpreso per il modo a lui comprensibile, con cui il figlio gli ha annunciato l’Evangelo.
     Questa similitudine mi sembra anche un modo illustrativo per spiegare la differenza fra un credente nominale e un credente rigenerato (Nicola Martella; fonte: http://puntoacroce.altervista.org/+Cita/Cita_T_Sh.htm, lemma «Tatuaggi di cuore»).

Il tema di questo scritto non riguarda i tatuaggi in se stessi, ma la rigenerazione. Di quest’ultima si parla nel NT come di «circoncisione del cuore» (Rm 9,29 in spirito, non in lettera), contrapposta a quella della carne (v. 28; cfr. Fil 3,3).



Il resto dello scritto si trova sul sito.
     [CONTINUA LA LETTURA: www.diakrisis.altervista.org/_Dot/T1-Tatuaggi_cuore_EdF.htm] Solo dopo aver letto l’intero scritto sul sito, voi che rispondereste nel merito alle questioni in esso contenute? ATTENZIONE: Quanto scritto sulle bacheche o nei gruppi gestiti da Nicola Martella o inviato per e-mail, può diventare oggetto di un nuovo tema di discussione o un contributo sul sito «Fede controcorrente» e su altri associati ad esso.

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