sabato 23 settembre 2017

Dio non rinnega se stesso

DIO NON RINNEGA SE STESSO
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«L’Eterno non abbandonerà il suo popolo, a causa del suo grande nome, perché è piaciuto all’Eterno di farsi di voi un popolo» (1 Samuele 12,22).
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Il Signore non vuole ripudiare il suo popolo, poiché è in gioco il suo onore (= Nome) dinanzi al mondo, avendo Egli fatto promesse solenni. Per mostrare la sua grazia, Dio si è scelto un pugno di persone e ne ha fatto un popolo per sé, proprio un popolo, che è dichiarato ribelle fin dalle viscere materne e dal collo duro.
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La situazione non cambia nel nuovo patto riguardo a Cristo. «Certa è questa parola: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; [12] se perseveriamo [con lui], con lui anche regneremo; se [lo] rinneghiamo, anch’egli ci rinnegherà; [13] se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso» (2 Tm 2,11ss). Chi rinnega Cristo, mostra di essere un «credente» che non è mai giunto alla rigenerazione e al suggellamento mediate lo Spirito Santo (2 Cor 1,21s; Ef 1,13s; 4,30). Per il resto, l’unità di Cristo con il suo popolo del nuovo patto si estende anche di là dalla morte e mira alla risurrezione (v. 11). Durante il cammino sulla terra, nei periodi della nostra infedeltà (di là dalle conseguenze nella nostra vita), Cristo mantiene la sua parola solenne e rimane fedele a se stesso. Questa è una buona notizia, che ci permette di ritornare al Signore così, come ha fatto il «figliol prodigo», quando mostro un pieno pentimento e una completa resa dinanzi a suo padre.
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