giovedì 21 gennaio 2010

Le ondate dello Spirito tra differenze e affinità 22-01-10


LE ONDATE DELLO SPIRITO TRA DIFFERENZE E AFFINITÀ
Esiste un rapporto di causalità tra pentecostali e carismatici?


Quando qualche anno fa i media di tutto il mondo hanno sottolineato il notevole tasso di crescita delle chiese pentecostali-carismatiche, esibendo cifre tra i 500 e i 700 milioni di pentecostali nel mondo, paradossalmente non hanno incontrato il favore di molti stessi pentecostali. All’immancabile «ottimismo d’alcuni personaggi del mondo pentecostale, molto favorevoli al mondo carismatico», hanno fatto da contrappeso quelle più pessimistiche d’esponenti pentecostali, i quali hanno affermato che «ragioni d’ordine statistico non possono avere la priorità su quelle teologiche» e non ci stanno all’idea, che vuol «considerare il movimento pentecostale-carismatico un unico movimento». Francesco Toppi, presidente delle ADI italiane per molti anni e autore di questa presa di posizione, ha anche aggiunto che bisogna fare dei «distinguo» d’ordine «teologico» tra gli uni e gli altri.
     In sintonia con questo tentativo dei «pentecostali classici» di prendere le distanze dai carismatici di seconda e terza generazione, c’è anche il disconoscimento dell’espressione «ondate dello Spirito», che ormai è entrata nel gergo comune degli storici, dei sociologi e degli studiosi in genere, per definire e descrivere tutto il fenomeno pentecostale del 20° secolo. Un esempio di critica di tale espressione la esprime lo stesso Toppi, in questo modo: «Questa definizione delle “ondate”, seppur molto suggestiva, ci sembra però poco corrispondente alla realtà delle chiese cristiane fondate sull’attualità dell’Evangelo. Non si tratta d’una manifestazione intensa e inaspettata di fervore emotivo, proprio come “un’ondata” che passa, ma dell’esaudimento divino alle incessanti preghiere dei credenti che desiderano vedere la potenza di Dio manifestata...». In realtà, dietro il disconoscimento di quest’espressione c’è il legame di causalità, che essa sottintende, tra le cosiddette «tre ondate dello Spirito» e che, in certo qual modo, indebolisce, secondo Toppi, «la nostra definita difesa dell’eredità di fede e d’esperienza dell’originale risveglio pentecostale degli inizi del secolo».
     E non si può negare il fatto che la «seconda» e la «terza ondata» hanno messo in campo una serie di deviazioni teologiche e dottrinali, rispetto al pentecostalismo iniziale e classico, da considerare più che giustificata questa reazione di chi non ci sta a essere posto nello stesso calderone. [Continua la lettura: http://puntoacroce.altervista.org/Artk/2-Ondate-SS_diff_affin_Esc.htm] Dopo aver letto l'intero scritto, voi che rispondereste nel merito alle questioni in esso contenute? {Nicola Martella}


Inoltre, ecco gli ultimi scritti già messi in rete:
■ Il logo della mano con le dita a forbice: http://puntoacroce.altervista.org/Faq/1-Man_forbice_Esc.htm
L’eredità della Riforma tradita dalla deriva carismaticista: http://puntoacroce.altervista.org/Artk/1-Riforma-tradita_deriva-carismat_MT_AT.htm

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