martedì 22 aprile 2014

Giovanni 6,44 e la predestinazione



GIOVANNI 6,44 E LA PREDESTINAZIONE
Confronto fra Pietro Calenzo e Nicola Martella

1. ENTRIAMO IN TEMA: Qui di seguito vogliamo parlare del verme dell’ideologia nell’interpretazione, ossia come i convincimenti personali facciano travisare l’interpretazione di certi brani e come ciò snaturi la comprensione del testo, oramai slegato dal suo contesto. Ciò va di là da ciò, che afferma il mio interlocutore, avendomi egli solo fornito l’occasione per farlo.
     Il mio interlocutore ha lanciato nel suo gruppo la seguente domanda: «Perché Gesù disse e ci dice: Nessuno viene a Me, se il Padre mio, non lo attira? (Gv 6,44)». {Pietro Calenzo; 17-03-2014}
     Quanti sono intervenuti, nel rispondere a tale domanda, hanno applicato tutto a sé o ai giorni d’oggi. Alcuni hanno parlato di salvezza, sebbene il verso non ne accenni.
     Infine, lo stesso Pietro Calenzo, le cui simpatie con le idee deterministe del calvinismo ([doppia] predestinazione) sono conosciute, ha scritto: «Il “nessuno”, che Gesù indica, è abbastanza esplicito. Nessuno può andare al Signore Gesù, “se” (condizione essenziale) non viene attirato da Dio. Il contrappasso è il seguente: Se non si viene attirati da Dio, “nessuno” può andare a Gesù». {17-03-2014}
     E anche in seguito ha affermato: «Per la precisione il passo di Giovanni parla dell’impossibilità dell’uomo in Adamo di accostarsi a Dio, se non viene attirato o attratto dal Padre». {19-03-2014} Dov’è che Gesù parlò in tale contesto all’uomo o dell’uomo in Adamo? Gli unici, che aveva dinanzi a sé erano Giudei, membri del popolo eletto.
     Quindi, anche lui prescinde dal contesto letterario, storico, culturale e religioso, per portare le questioni a una dottrina generale per l’oggi.
     Qui di seguito riporto dapprima il confronto con Pietro Calenzo e poi spiego il tenore esegetico di Giovanni 6,44 nel suo contesto.

Sul sito sono presenti inoltre i seguenti punti: 2. Il confronto; 3. Il tenore del brano; 4. Aspetti conclusivi.
     [CONTINUA LA LETTURA: http://puntoacroce.altervista.org/_Den/A1-Gv6_44_predest_Avv.htm] Solo dopo aver letto l’intero scritto sul sito, voi che rispondereste nel merito alle questioni in esso contenute?
     ATTENZIONE: Quanto scritto sulle bacheche o nei gruppi gestiti da Nicola Martella o inviato per e-mail, può diventare oggetto di un nuovo tema di discussione o un contributo sul sito «Fede controcorrente» e su altri associati a esso.


*** Discuti questo tema qui o sulla mia pagina di "Facebook": https://www.facebook.com/notes/puntoacroce/giovanni-644-e-la-predestinazione/10152432345357990

ATTENZIONE! Questo articolo ha un carattere specialistico e non è per tutti. Per favore, non intervenire se, dopo aver letto l’intero articolo sul sito, ti rendi conto che ti manca la necessaria competenza in merito!

1 commento:

  1. Infatti fratello Nicola Martella: Attenzione all’uso strumentale e ideologico di versi del genere! Qui il Nazareno non intendeva parlare di predestinazione, rivolgendosi a coloro, che già appartenevano al popolo eletto!
    Infatti frtello Nicola Martella: Attenzione a usare brani circostanziati per costruzioni ideologiche! Prima o poi, si troverà qualche verso da usare come «zeppa». ». ». Il nucleo attorno al quale si organizza l’intera visione teologica di Paolo è certamente l’annuncio del “disegno di Dio”. Lo si evince da Atti (20, 27), dove dichiara solennemente di aver annunciato “tutta la volontà di Dio”, e dalle lettere ai Romani (1, 4; 8, 28-31) e agli Efesini (1, 3-14), in cui vengono presentate in rapida successione le tappe fondamentali del disegno di Dio: predestinazione, vocazione, giustificazione e glorificazione. Atti (20, 27) Romani (1, 4; 8, 28-31) e agli Efesini (1, 3-14). Con la richiesta di una giusta e semplice risposta e spiegazione di questi ulteriori versetti ti saluto fraternemente. shalom

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