domenica 8 luglio 2012

Identità e valutazione corretta di sé


IDENTITÀ E VALUTAZIONE CORRETTA DI SÉ

1. Entriamo in tema
     A una certa età diventa importante capire se stesso, scoprire la propria identità, sapere chi si è veramente, che cosa si vuole dalla vita, che cosa si intende realizzare e cose del genere. Tale ricerca, chi in più e chi in meno, può durare tutta la vita.
     Tempo fa, una mia ex-studentessa scrisse sulla sua bacheca: «Se solo riuscissi a capire me stessa». Lasciai lì la mia seguente massima intitolata «Zavorra dell’ego»: «Quando ho smesso di capire me stesso e di difendere la mia reputazione, sono diventato libero dalla zavorra di me stesso e, pronto per servire Dio, la mia mongolfiera ha preso il volo».
     Poi aggiunsi: Auguro anche a te di buttare giù la tua zavorra e di spiccare un buon volo, aquilotto!
     Ella mi rispose con una massima di William Shakespeare: «La reputazione è una veste effimera e convenzionale, guadagnata spesso senza merito e perduta senza colpa». Poi aggiunse: «Non me ne importa tanto; ma d’avere un Giusto Concetto di me stessa, sì».

2. Un concetto giusto di me stesso
     Un «concetto giusto» di noi stessi forse non l’avremo mai veramente. Possiamo però esercitarci a non averne uno «più alto di quello che [si] deve avere» e d’avere, quindi, «un concetto sobrio, secondo al misura della fede, che Dio ha assegnata a ciascuno» (Rm 12,3)…
     Sul sito seguono i seguenti punti: 2. Un concetto giusto di me stesso; 3. Aspetti conclusivi.
     [CONTINUA LA LETTURA: www.diakrisis.altervista.org/_Cres/A1-Identita_valutarsi_Ori.htm ] Solo dopo aver letto l’intero scritto, voi che rispondereste nel merito alle questioni in esso contenute? {Nicola Martella}




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