sabato 3 maggio 2014

Scrivere in rete senza errata corrige



SCRIVERE IN RETE SENZA ERRATA CORRIGE
 

1. ENTRIAMO IN TEMA
     Un credente, che qui lascio anonimo, senza volerlo, mi ha offerto l’occasione per affrontare questo tema. Ecco la massima esortativa: «Scrivi pubblicamente in modo biblicamente irreprensibile, ossia in modo così confacente alla Scrittura e comprensibile, che nessuno, fraintendendoti, debba farti obiezioni, debba riprenderti o correggerti».
     Ogni giorno, incontro casi in cui ci sarebbe da fare errata corrige con ciò, che leggo in rete. Alcuni reagiscono con gratitudine, essendo essi consci che li voglio aiutare a migliorare il loro «prodotto». Altri reagiscono irritati, come se fare loro alcune osservazioni sui contenuti significasse mettere in forse le loro stesse persone.

2. UN CASO ESEMPLARE
     Riporto il seguente fatto casuale, poiché non rappresenta nulla di grave, ma si presta bene a esprimere il concetto. Inoltre, questo fratello ha reagito bene alle mie osservazioni.
     Errata: Tale credente aveva scritto: «Dio guarda l’uomo in Cristo e il peccato gli è cancellato. Dio guarda Cristo nell’uomo e la morte non lo tocca». {02-05-2014}

     Corrige: Gli scrissi che formulerei tutto ciò come segue: Dio guarda il rigenerato in Cristo, e il peccato è cancellato al credente penitente. Dio guarda Cristo nel rigenerato, e la morte eterna non tocca il credente.

     Spiegazione: Chiaramente, quando questo caro credente scrisse tale testo, dava per scontato, sebbene non specificato, che gli altri capissero ciò, che intendeva dire, specialmente se credenti. Il problema è che in Internet coloro che leggono qualcosa, lo interpretano con il loro vissuto, le loro esperienze, la loro cultura, la loro conoscenza e la loro ideologia; e questo tanto più se scriviamo generalizzazioni e frasi stereotipate. Non è scontato, quindi, che tutti capiscano proprio ciò, che noi intendiamo. Per questo motivo, dobbiamo scrivere in modo tale che tutti comprendano proprio quello, che intendiamo esprimere.
[…]
5. ASPETTI CONCLUSIVI: Scrivere dev’essere come distillare il profumo del profumiere, quindi un’attività lunga ed elaborata. Basta poco e tutto il profumo si rovina. Ben lo sapeva Salomone, quando scriveva: «Le mosche morte fanno puzzare e imputridire l’olio del profumiere; un po’ di follia guasta il pregio della sapienza e della gloria» (Ec 10,1).
     Facciamo sì di produrre il profumo di sapienza anche in ciò, che scriviamo. Solo allora realizzeremo questo: «Grazie siano rese a Dio che sempre ci conduce in trionfo in Cristo, e che per mezzo nostro spande da per tutto il profumo della sua conoscenza. Poiché noi siamo dinanzi a Dio il buon odore di Cristo fra quelli, che sono sulla via della salvezza, e fra quelli, che sono sulla via della perdizione: a questi, un odore di morte, a morte; a quelli, un odore di vita, a vita. E chi è sufficiente a queste cose? Poiché noi non siamo come quei molti, che adulterano la parola di Dio; ma parliamo mossi da sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in Cristo» (2 Cor 2,14-17).


Sul sito sono presenti inoltre i seguenti punti: 3. Approfondimento; 4. Alcune applicazioni derivanti.
     [CONTINUA LA LETTURA: http://puntoacroce.altervista.org/_TP/A1-Errata_corrige_S23.htm] Solo dopo aver letto l’intero scritto sul sito, voi che rispondereste nel merito alle questioni in esso contenute?
     ATTENZIONE: Quanto scritto sulle bacheche o nei gruppi gestiti da Nicola Martella o inviato per e-mail, può diventare oggetto di un nuovo tema di discussione o un contributo sul sito «Fede controcorrente» e su altri associati a esso.

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