venerdì 7 settembre 2012

Quando nell’ermeneutica l’errore sta nel «dettalio»



QUANDO NELL’ERMENEUTICA L’ERRORE STA NEL «DETTALIO»

Ho voluto usare tale immagine per aiutare passo per passo ad aguzzare lo spirito d’osservazione, per poi portare al problema dell’ermeneutica, ossia all’interpretazione di un testo. Ho fatto tale esperimento in rete con alcuni fratelli. Ecco i risultati.

1. Fase preliminare
     Di là dalla risata, quanti errori ci sono in questa foto?

     Antonio Capasso: Rappoto? N.d.R.: Giusto, ma solo uno?
     Rita Fabi: Due. N.d.R.: Solo due errori?
     Stefano Frascaro: E che le direzioni delle nuvolette sono errate. N.d.R.: È proprio rilevante?
     Michele Attruia: Dentifricio, qual è, ho lavato... però è stravecchia!

     Nicola Martella: ‎Michele Attruia, «mi sono lavato» è corretto. Ti faccio notare, che se tale barzelletta è stravecchia, il vino invecchiato è il migliore. Non tutto ciò, che conosciamo noi, è conosciuto dagli altri. Qui il mio scopo è un altro, come vedrai…
     Inoltre, per rimanere «biblici» (con sole due «b» totali), ti ricordo la seguente sentenza del nostro Signore: «Ogni scriba, che diventa un discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa, il quale tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie» (Mt 13,52).
     Quindi, non resta che questa raccomandazione gesuanica: «Va’, e fa’ tu la stessa cosa» (Lc 10,37). Noi vogliamo fare bene nel campo della giusta interpretazione testuale.

     Antonio Capasso: Che «qual’è» sia un errore, non sono molto convinto. → N.d.R.: Lo è, poiché si dice «qual sono», quindi «qual» esiste anche a sé. Ad esempio, basta scrivere «qual’è» in Word, che viene indicato come errore.

     Nicola Martella: Oltre a quelli riportati, ci sono i seguenti errori: manca un punto dopo «Sono preoccupato» e dopo l'ultima frase; manca altra punteggiatura intermedia; «E qual è il problema?» deve iniziare con maiuscola; «Pasta del Capitano» deve andare in  maiuscolo, essendo il nome di un prodotto.
     Ecco, infine, la versione corretta di tale dialogo:
     ▪ Un poliziotto dice all’altro: «Sono preoccupato. Mi sono lavato i denti...».
     ▪ L’altro chiede: «E qual è il problema?».
     ▪ Il primo spiega: «Il denitrifico non era mio. Sopra c’era scritto “Pasta del Capitano”. Ora, mi faranno rapporto».

2. Fase d’approfondimento
     Nicola Martella: Sul piano letterario e dell’interpretazione, che lezione possiamo imparare da tali dati che abbiamo raccolto?

     Michele Attruia: Che non si può usare la Pasta del capitano e neanche il Mentadent (perché non si dicono le bugie!). N.d.R.: Solo questo?
     Nicola Martella: Sul piano dell’analisi di un qualunque testo, che lezione possiamo imparare da quanto detto fin qui?
     ■ Stefano Frascaro: Che lezioni? Che tu fai l’esegesi anche a una barzelletta... N.d.R.: Al contrario, che cosa possiamo imparare ai fini di una corretta esegesi dall’analisi di tale testo?

     Nicola Martella: Gesù usava le parabole per illustrare il regno di Dio. Noi possiamo usare testi del genere per illustrare l’ermeneutica, la giusta interpretazione di un testo. Quindi, da quanto detto, che conclusioni traiamo per l’analisi di un testo?

Sul sito seguono inoltre i seguenti punti: 3. Fase dell’ermeneutica.
     [CONTINUA LA LETTURA: http://puntoacroce.altervista.org/_BB/A1-Ermeneut_errore_Mds.htm ] Solo dopo aver letto l’intero scritto, voi che rispondereste nel merito alle questioni in esso contenute? {Nicola Martella}

 

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