lunedì 29 ottobre 2012

Vita che prorompe



VITA CHE PROROMPE

Ho letto, tempo fa la seguente asserzione anonima: «Le donne ricevono un dono incredibile, quello di poter sentire crescere dentro di sé un’altra vita. Ed è, in assoluto, l’emozione più grande, che si possa mai provare». Essa era accompagnata da una simile immagine.
     Sono d’accordo con tale asserzione. Sull’immagine, che conosco da anni, che viene sempre riproposta di nuovo e di cui qui riporto una mia elaborazione, ho qualche perplessità. Meno male che è un fotomontaggio, altrimenti ci sarebbe da preoccuparci per una tale mamma, dalla cui pancia traspare un tale piedino. La paura, che ogni volta mi prende, è che ella sta per essere sfondata da un figlio, che dovremmo poi chiamare «snaturato». kiki
     L’autore ha voluto mettere certamente enfasi sul valore della maternità e su quello della vita, che si sta formando. Come si fa a volersi disfare prematuramente di una vita mediante l’aborto, visto che tale essere sta simbolicamente bussando alla porta del mondo, nell’immagine, e che in realtà vuole nascere ed è fatto per vedere la luce?
     Ho dovuto pensare alle parole di Davide, che lodava Dio, descrivendo la formazione dell’embrione e il suo sviluppo: «Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre… sono stato fatto in modo meraviglioso, stupendo… Le mie ossa non ti erano nascoste, quando io fui formato in segreto e intessuto nelle parti più basse della terra. I tuoi occhi videro il mio embrione, e in un libro erano tutte scritte [le mie ossa]; durante molti giorni furono formate, allorquando nessuna d’esse c’era ancora» (Sal 139,13-16). […]

Il resto dello scritto si trova sul sito.
     [CONTINUA LA LETTURA: www.diakrisis.altervista.org/_Etic/T1-Vita_prorompe_S&A.htm ] Solo dopo aver letto l’intero scritto, voi che rispondereste nel merito alle questioni in esso contenute? {Nicola Martella}


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