domenica 14 agosto 2011

Missione cristiana e acculturazione occidentale


MISSIONE CRISTIANA E ACCULTURAZIONE OCCIDENTALE

Una lettrice ci ha presentato le seguenti questioni. Durante il mio corso di studi, mi sono posta tante domande in merito a un esame, per il quale ho studiato, che è «Antropologia culturale». Un esame affascinante ma intrinseco di caratteristiche, che riguardano il genere umano e il modo, in cui esso si è adattato in tutti gli angoli della Terra. Insomma, si tratta della capacità dell’uomo di sviluppare tecniche di sopravvivenza e tecniche socialmente utili.
     Tuttavia, in tutto questo studio, che ha a che fare anche con un percorso storico, scientifico e religioso, mi son chiesta (alla luce della conoscenza biblica) come è possibile che esistano oggi popolazioni di esseri umani, che vivono allo stato tribale e con sistemi di parentela a noi inconcepibili (come l’incesto e l’avunculato)?
     Poi, ancora, la mia osservazione nasce dal momento, in cui ho studiato che gli Occidentali hanno avuto la pretesa di «civilizzare» gli Indiani, ovvero gli indigeni della terra, che oggi chiamiamo Americani.
     Insomma, fratello Nicola, non voglio risposte assolute, poiché comprendo che nel cuore dell’uomo c’è stato sempre il desiderio di dominare e sete di potere. Ciò che mi chiedo è questo: è così importante intervenire nei sistemi culturali degli indigeni di queste terre, per far si che diventino come noi? ovvero «civilizzati»? Premetto che per un antropologo non è possibile stabilire chi è civilizzato e chi no, poiché ogni società usa il suo sistema culturale per relazionarsi e vivere insieme. Tuttavia, alla luce della volontà del Signore, come bisognerebbe interagire con loro per portare la Parola? Molti missionari oggi fanno questo, oggi come ieri, portano la Parola in molti popoli non occidentali e so che è molto difficile per loro. Tuttavia, in qualche modo so che devono adattarsi alle regole del posto, per interagire e fare la volontà del Padre.
            Caro fratello, nella speranza di essere stata chiara, ripeto che non cerco risposte assolute, ma solo di avere spiegazioni tali da essere preparata un giorno che sosterrò tale esame, poiché vorrei dare la mia impressione anche in merito al concetto creazionista. Grazie per i meravigliosi studi, i quali possiamo leggere sul tuo sito. Che Dio ti benedica sempre, ti abbraccio nell’amore del Signore!

Ad aspetti rilevanti di tali questioni rispondiamo qui di seguito.

1. ENTRIAMO IN TEMA: Per capirsi, bisogna distinguere due processi culturali differenti.
     L’acculturazione è nell’etnologia quel processo di adattamento, spesso forzoso, di un popolo o di un gruppo sociale a una cultura dominante. Similmente si può parlare anche di quel processo mediante il quale vengono a modificarsi costumi, usanze e cultura di un gruppo sociale o di un popolo, quando è esposto a rapporti e contatti prolungati con altri gruppi o popoli.
     Nella sociologia è visto come quel processo di interazione e integrazione culturale tra strutture culturali differenti e tra gruppi sociali diversi (fonti: qui e qui).
     L’inculturazione è nella sociologia quel processo, per mezzo del quale l’individuo assimila la cultura del proprio gruppo, durante il processo di socializzazione (fonti: qui e qui).

L’antropologia culturale è una branca molto affascinante del sapere. Tuttavia, spesso dipende da chi l’insegna, ossia se è uno studioso neutrale (che abbia una convinzione religiosa personale o meno), un ateo o agnostico, un occultista (esoterista, spiritista, medium), un militante del paganesimo e cultore dei riti religiosi tribali, una persona ostile al cristianesimo e così via. Non tutti gli antropologi culturali sono neutrali, ma a volte usano questa branca di studio per scopi ideologici. Si percuote il sacco per colpire il gatto, che c’è dentro.
     Seguono i seguenti punti: 2. Una problematica reale; 3. Evangelo e non acculturamento; 4. Aspetti conclusivi. [CONTINUA LA LETTURA: http://puntoacroce.altervista.org/_TP/A1-Missione_acculturaz_Avv.htm ] Solo dopo aver letto l'intero scritto, voi che rispondereste nel merito alle questioni in esso contenute? {Nicola Martella}

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