sabato 11 maggio 2013

Fragilità quale laccio o chance

FRAGILITÀ QUALE LACCIO O CHANCE

1. Entriamo in tema
     Ognuno ha le sue fragilità. Alcune sono continue, altre circostanziate e altre periodiche. Nella mitologia greca c’era il prode Achille, che aveva la sua vulnerabilità nel suo tallone. Alcune fragilità sono evidenti, come chi è balbuziente o zoppica; altre sono ben celate e riguardano un aspetto particolare, come chi ha un tic o una mania o come è ferito nel proprio onore e nell’ombra trama vendetta.




2. Il vasto spettro delle fragilità
     Abbiamo visto che alcuni l’hanno fragilità manifeste, loro malgrado, e ne soffrono, sviluppando spesso dei complessi di inferiorità; ognuno di loro si sente fragile come un vaso d’argilla fra vasi di ferro.
     Altri ostentano le loro fragilità, come fossero delle armi, per impietosire il prossimo, per avere un alibi nella vita o una rivincita verso tutti i «normali».
     Altri ancora sanno ben nascondere le loro fragilità, apparendo di fuori imperturbabili, impenetrabili e ferrei. Quando, poi, un giorno, crollano, mostrano di essere come una bella mela di fuori, ma col verme dentro.
     Poi, ci sono quelli, che hanno una doppia vita: una pubblica, in cui appaiono modelli di morale, e una privata, in cui le loro fragilità vengono alla luce con veemenza. E in alcuni esse diventano vizio e stravizio, a cui essi danno sfogo lontani dai riflettori; allora dottor Jekyll e mister Hyde conducono una singolare convivenza.
     Poi, di là da ciò, ci sono persone, che si studiano di essere irreprensibili e impeccabili, ma sofferenti combattono in privato con le loro fragilità, come fossero giganti o fantasmi. Fanno propositi a se stessi, si studiano di mantenerli e, poi, quando meno se l’aspettano, le loro fragilità fanno loro nuovamente lo sgambetto…

3. Aspetti conclusivi
     Le proprie fragilità possono essere una trappola e condurre nel labirinto o nel gorgo. Oppure esse possono diventare una chance per Dio, se siamo disposti a farci cambiarci e gli permettiamo di mostrarsi potente nelle nostre debolezze.
     Chiaramente chi sa che le proprie fragilità sono facilmente infiammabili, si tenga ben lontano dal fuoco!

     ■ «E perché io non avessi a insuperbire per l’eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne… Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me; ed egli mi ha detto: “La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza”» (2 Cor 12,7ss; cfr. 1 Cor 1,26ss).
     ■ «Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole» (Mt 26,41).

Questa è una sintesi, l’intero scritto si trova sul sito.
     [CONTINUA LA LETTURA: www.diakrisis.altervista.org/_Prob/T1-Fragilita_laccio_S&A.htm ] Solo dopo aver letto l’intero scritto, voi che rispondereste nel merito alle questioni in esso contenute? {Nicola Martella}

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